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Stiamo vivendo una fase drammatica di crisi della democrazia italiana,
guidata da un disegno reazionario che può condurre all’abbandono
dei principi della Costituzione, con una rottura volta ad un completo
cambiamento di regime in senso autoritario.
La maggioranza di Governo ha già stravolto e continua a
stravolgere i principi fondanti della Costituzione, sia attraverso
leggi ordinarie che con comportamenti politici di fatto, fra cui
i più recenti sono palesemente eversivi:
- l’attacco all’indipendenza della Magistratura ed
al ruolo di garanzia della Corte Costituzionale e della Presidenza
della Repubblica,
- l'approvazione di leggi ad personam per evitare al Presidente
del Consiglio di essere processato fino al punto di paralizzare
con il “processo breve” la giustizia italiana,
- il sempre più soffocante controllo dell’informazione
soprattutto televisiva,
- i tagli alle risorse della scuola pubblica con conseguente ridimensionamento
del diritto allo studio per tutti,
- le leggi razziste e discriminatorie per gli immigrati con violazione
di diritti e garanzie sanciti nella Costituzione e in convenzioni
internazionali,
- la costante e diffusa violazione del diritto al lavoro con crescente
disoccupazione e precariato,
- l’emarginazione del Parlamento a colpi di decreti e voti
di fiducia ed anche per effetto di una legge elettorale che ne
ridimensiona l’effettiva rappresentatività.
Inoltre una crescente sfiducia nella politica e nelle istituzioni
democratiche accredita nel senso comune il modello di democrazia
plebiscitaria, incompatibile con le garanzie democratiche garantite
dalla Costituzione.
Le riforme costituzionali non sono pertanto oggi la priorità
per uscire dalla pesante crisi sociale ed economica, che invece
richiederebbe una forte politica volta anzitutto a garantire la
ripresa dell’occupazione e l’abolizione delle forme
di precariato.In ogni caso un qualsiasi confronto sulle riforme
costituzionali deve, non solo ribadire l’assoluta intangibilità
dei principi sanciti nella prima parte della Costituzione e la
loro piena attuazione, ma, nella prospettiva di un rafforzamento
della democrazia parlamentare, affermare con chiarezza il rispetto
dei seguenti punti cardinali: primato del Parlamento, indipendenza
della magistratura e rafforzamento dell’autonomia degli
istituti di garanzia, effettiva libertà di informazione
e messa in sicurezza della Costituzione con la modifica dell’art.
138, innalzando il quorum.
A fronte di una maggioranza di governo che finora ha concretamente
prospettato un’idea di stato autoritario, la fattibilità
di un confronto presupporrebbe un inequivocabile e concreto cambiamento,
a cominciare da una sollecita approvazione di leggi ordinarie
che segnino una netta inversione rispetto all’attuale stravolgimento
dei principi costituzionali. In questo senso deve essere in primo
luogo affrontato e risolto il "conflitto di interessi"
che ha portato a una concentrazione di potere politico, mediatico
ed economico assolutamente incompatibile con uno stato democratico;
devono essere ritirati i provvedimenti ad personam che, oltre
a violare il principio di uguaglianza, metterebbero in crisi l’assetto
della giustizia del nostro Paese; e deve essere approvata una
nuova legge elettorale che garantisca una effettiva rappresentatività
al Parlamento.
Lavoriamo per un fronte unitario e largo a tutti i livelli
Ci riconosciamo negli appelli che sono stati rivolti in questi
giorni da Associazioni e da costituzionalisti (ANPI di diverse realtà, Articolo 21, Comitati
Dossetti, Comitati per la Difesa della Costituzione,
Costellazione Democratica, il Popolo
Viola, La Valle, Onida
e Zagrebelsky) e ci impegniamo ad avviare la
costruzione a Firenze ed in Toscana di una rete per la difesa
della Costituzione, aperta a tutte le soggettività singole
e collettive (individui, movimenti associazioni organizzazioni
politiche, sindacali e culturali), che si opponga ad ogni disegno
di riforma in senso autoritario, assumendo i seguenti compiti:
-
denunciare tutte le violazioni della Costituzione e sostenere
le iniziative più opportune per la loro contestazione,
in tutte le sedi e con i più vari strumenti, compresi quelli
referendari e legali
- garantire una costante informazione sul dibattito politico in
tema di riforme
- diffondere in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole
la conoscenza della Costituzione.
Rivolgiamo
pertanto un appello a
tutte le organizzazioni democratiche ad aderire
alla Rete per la difesa della Costituzione e nello stesso tempo
ci dichiariamo disponibili alla collaborazione a livello nazionale
con tutte le forze che si propongono le stesse finalità,
auspicando sin da ora un coordinamento nazionale rappresentativo
di tutte le realtà.
Adesioni
collettive al 01 febbraio 2010 :sioni
collettive al 29 gennaio 2010 :
Blog
della Rete nazionale dei Comitati locali Difesa Costituzione
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