Libertą e Giustizia e la P3 (Appello)
Cari amici, Gli scandali che oggi agitano le stanze governative fanno pensare a molti a una riedizione della P2. P3 viene infatti ribattezzata la nuova stagione politica. Ma solo ricordando cosa accadde nel 1981 e paragonandolo agli avvenimenti di questi giorni, è possibile tracciare un...
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"Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene"

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Emergenza democratica

Stiamo vivendo una fase drammatica di crisi della democrazia italiana, guidata da un disegno reazionario che può condurre all’abbandono dei principi della Costituzione, con una rottura volta ad un completo cambiamento di regime in senso autoritario.
La maggioranza di Governo ha già stravolto e continua a stravolgere i principi fondanti della Costituzione, sia attraverso leggi ordinarie che con comportamenti politici di fatto, fra cui i più recenti sono palesemente eversivi:
- l’attacco all’indipendenza della Magistratura ed al ruolo di garanzia della Corte Costituzionale e della Presidenza della Repubblica,
- l'approvazione di leggi ad personam per evitare al Presidente del Consiglio di essere processato fino al punto di paralizzare con il “processo breve” la giustizia italiana,
- il sempre più soffocante controllo dell’informazione soprattutto televisiva,
- i tagli alle risorse della scuola pubblica con conseguente ridimensionamento del diritto allo studio per tutti,
- le leggi razziste e discriminatorie per gli immigrati con violazione di diritti e garanzie sanciti nella Costituzione e in convenzioni internazionali,
- la costante e diffusa violazione del diritto al lavoro con crescente disoccupazione e precariato,
- l’emarginazione del Parlamento a colpi di decreti e voti di fiducia ed anche per effetto di una legge elettorale che ne ridimensiona l’effettiva rappresentatività.
Inoltre una crescente sfiducia nella politica e nelle istituzioni democratiche accredita nel senso comune il modello di democrazia plebiscitaria, incompatibile con le garanzie democratiche garantite dalla Costituzione.
Le riforme costituzionali non sono pertanto oggi la priorità per uscire dalla pesante crisi sociale ed economica, che invece richiederebbe una forte politica volta anzitutto a garantire la ripresa dell’occupazione e l’abolizione delle forme di precariato.In ogni caso un qualsiasi confronto sulle riforme costituzionali deve, non solo ribadire l’assoluta intangibilità dei principi sanciti nella prima parte della Costituzione e la loro piena attuazione, ma, nella prospettiva di un rafforzamento della democrazia parlamentare, affermare con chiarezza il rispetto dei seguenti punti cardinali: primato del Parlamento, indipendenza della magistratura e rafforzamento dell’autonomia degli istituti di garanzia, effettiva libertà di informazione e messa in sicurezza della Costituzione con la modifica dell’art. 138, innalzando il quorum.
A fronte di una maggioranza di governo che finora ha concretamente prospettato un’idea di stato autoritario, la fattibilità di un confronto presupporrebbe un inequivocabile e concreto cambiamento, a cominciare da una sollecita approvazione di leggi ordinarie che segnino una netta inversione rispetto all’attuale stravolgimento dei principi costituzionali. In questo senso deve essere in primo luogo affrontato e risolto il "conflitto di interessi" che ha portato a una concentrazione di potere politico, mediatico ed economico assolutamente incompatibile con uno stato democratico; devono essere ritirati i provvedimenti ad personam che, oltre a violare il principio di uguaglianza, metterebbero in crisi l’assetto della giustizia del nostro Paese; e deve essere approvata una nuova legge elettorale che garantisca una effettiva rappresentatività al Parlamento.

Lavoriamo per un fronte unitario e largo a tutti i livelli
Ci riconosciamo negli appelli che sono stati rivolti in questi giorni da Associazioni e da costituzionalisti (ANPI di diverse realtà, Articolo 21, Comitati Dossetti, Comitati per la Difesa della Costituzione, Costellazione Democratica, il Popolo Viola, La Valle, Onida e Zagrebelsky) e ci impegniamo ad avviare la costruzione a Firenze ed in Toscana di una rete per la difesa della Costituzione, aperta a tutte le soggettività singole e collettive (individui, movimenti associazioni organizzazioni politiche, sindacali e culturali), che si opponga ad ogni disegno di riforma in senso autoritario, assumendo i seguenti compiti:

- denunciare tutte le violazioni della Costituzione e sostenere le iniziative più opportune per la loro contestazione, in tutte le sedi e con i più vari strumenti, compresi quelli referendari e legali

- garantire una costante informazione sul dibattito politico in tema di riforme

- diffondere in particolare nei luoghi di lavoro e nelle scuole la conoscenza della Costituzione.

Rivolgiamo pertanto un appello a tutte le organizzazioni democratiche ad aderire alla Rete per la difesa della Costituzione e nello stesso tempo ci dichiariamo disponibili alla collaborazione a livello nazionale con tutte le forze che si propongono le stesse finalità, auspicando sin da ora un coordinamento nazionale rappresentativo di tutte le realtà.

Adesioni collettive al 01 febbraio 2010 :sioni collettive al 29 gennaio 2010 :

Associazione Libertà e Giustizia
Associazione per una sinistra unita e plurale
carovanaperlacostituzione Carovana per la Costituzione SEMPRE
Comitato per la Difesa della Costituzione di Firenze
sinistraperlacostituzione Sinistra per la Costituzione
perunaltracitta PerUnaltracittà, Firenze
rsu universita di firenze RSU dell'Universita degli studi di Firenze
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LiberaCittadinanza di Firenze

Blog della Rete nazionale dei Comitati locali Difesa Costituzione

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